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Rifondazione Comunista: “Enel rispetti gli accordi del 2002”

Anche Rifondazione Comunista interviene sul presidio dei lavoratori di TVN. Per il Prc, unico presente insieme ai lavoratori e ai sindacati, le altre forze politiche dovrebbero fare qualcosa di più concreto, mentre Enel deve rispettare gli accordi sottoscritti in passato sulla corsia preferenziale da destinare alle imprese locali.

Rifondazione Comunista. “Abbiamo presenziato nuovamente ad una protesta dei lavoratori delle ditte locali dinanzi i cancelli di TVN, i quali chiedono lavoro per le imprese locali e rispetto delle regole da parte di ENEL. Precisiamo che noi di Rifondazione eravamo l’unica forza politica presente, mentre le altre erano impegnate nell’inviare a mezzo stampa la loro solidarietà con vorticosi e vuoti giri di parole. Tra le organizzazioni sindacali era presente solo la FIOM ed i lavoratori in presidio ammontavano a non più di 30, fronteggiati, ma senza alcun disordine, da altrettanti agenti di polizia in tenuta antisommossa e alla presenza del vice Questore”.

Direzione sbagliata. “A dispetto dei proclami sulle ricadute occupazionali tanto decantati ai tempi della riconversione a carbone, vediamo che oggi e già da anni ENEL ricorre a fermate di manutenzione sempre più brevi, con turni avvicendati h24, con lavori appaltati (spesso a ribasso) a ditte estranee al territorio o addirittura straniere, che a loro volta si avvalgono di contratti di lavoro atipici, o addirittura interinali con durata settimanale. Vogliamo essere al fianco di questi lavoratori ricordando alla giunta comunale pentastellata,  come alle altre forze politiche di opposizione, che quando erano in campagna elettorale e in cerca di consensi erano sempre in prima linea – a parole – contro ENEL, la quale è tenuta al pieno ​rispetto delle convenzioni. L’unico strumento valido di cui disponiamo nel merito è infatti la convenzione Comune- Enel firmata presso il Ministero delle Attività Produttive il 19 dicembre del 2002, dove si legge testualmente all’art.6 comma 4 che “l’Enel si impegna, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, ad attuare iniziative che possano favorire il massimo coinvolgimento consentito dell’imprenditoria locale”.

Ipotesi sciopero. “Noi di Rifondazione Comunista ci chiediamo a questo punto che cosa bisogna fare per chiedere il rispetto degli accordi scritti nero su bianco e perché non si vada avanti ad adottare soluzioni tampone di durata mensile che hanno l’effetto di palliativi.
Ci chiediamo inoltre, rivolgendo un appello alle organizzazioni sindacali confederali e di base, se i tempi non siano maturi per uno sciopero o comunque per una mobilitazione generale cittadina che coinvolga tutte le vertenze del nostro territorio, o se sia invece il caso di continuare a manifestare inutilmente ed estemporaneamente alla spicciolata rimanendo inascoltati con le nostre criticità”.

 

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