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RSA, Comuni pronti ad eclatanti azioni di protesta contro la Regione Lazio

I Comuni del distretto sanitario lanciano un vero e proprio ultimatum alla Regione Lazio sui tagli alle RSA. Ieri alla Pisana si è tenuto un importante incontro tra i rappresentati delle amministrazioni capofila delle Asl l’assessore regionale Visini ed il presidente della commissione salute e sanità Rodolfo Lena.”Se non arriveranno proposte concrete e fondi sufficienti entro il 2 marzo siamo pronti ad azioni di protesta eclatanti” ha affermato il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Daniela Lucernoni, che ha sottolineato come il quadro della situazione è drammatico.

Impugnare la delibera. “Se non ci saranno passi indietro sulla tanto discussa determina del 16 dicembre 2015 per diverse amministrazioni locali potrebbero avverarsi gravi conseguenze. Il taglio dei fondi retroattivo, imposto dalla Regione Lazio – ha aggiunto la Lucernoni – porterà molti comuni a enormi criticità di bilancio che si tradurranno in decreti ingiuntivi, debiti fuori bilancio, sforamenti del Patto di Stabilità, problemi economici per strutture Rsa e lavoratori e nel peggiore dei casi anche dissesto. Non si esclude l’impugnazione della determina per illegittimità”.

Ricalcolo quota ai Comuni. Le amministrazioni all’incontro in Regione hanno presentato una proposta concreta di ricalcolo della quota spettante ai Comuni, per una razionalizzazione delle risorse che possa portare ad un passo indietro sul taglio effettuato, con i rimborsi delle rette che sono scesi dall’80 al 16% dopo la delibera incriminata della Pisana.

Mancanza di progettualità. “Nel Lazio il sistema RSA ha previsto dal 2007 spese esagerate e mal pensate, a suo tempo i tecnici dei vari comuni segnalarono il rischio di insostenibilità del sistema ma non furono ascoltati. In questo ultimo anno e mezzo Zingaretti e la sua squadra non hanno pensato ad azioni programmatiche ma hanno proceduto ad un mero taglio drastico di bilancio. Questa mancanza di progettualità unita al folle taglio retroattivo – hanno spiegato i rappresentanti dei Comuni – mette tutte le amministrazioni comunali di fronte ad uno scenario drammatico: ci è stata tolta la possibilità di programmare la via di uscita all’ennesimo taglio che Regione e Governo infliggono ai Comuni e ci hanno lasciato in mano la patata bollente.

Danneggiare i cittadini. “Saremo costretti a tagliare per l’ennesima volta i servizi andando a danneggiare i cittadini che ovviamente se la prenderanno con noi. Tutti devono sapere che questi disservizi sono causati da una politica regionale e nazionale distante dalle realtà comunali, che noi amministratori locali siamo costretti nostro malgrado a subire e proviamo quotidianamente ad arginare facendo l’ennesimo salto mortale”.

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