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Rsa, la Regione taglia i fondi per i pagamenti delle rette

La Regione, con l’ultimo assestamento di bilancio, ha ridotto drasticamente il finanziamento destinato ai Comuni per il pagamento delle rette delle residenze sanitarie per anziani. Si è passati da un contributo pari all’80%, garantito fino al 2014, ad uno del 16%, a partire dallo scorso anno. L’azione, per di più retroattiva, sta mettendo in ginocchio le amministrazioni laziali che non riusciranno a garantire, alle stesse condizioni, il servizio. E se gli enti comunali non riusciranno a trovare i soldi per coprire i costi del servizio, sicuramente a pagare saranno gli utenti e le loro famiglie.

Il caso. Nel Comune di Civitavecchia la popolazione assistita in Rsa è composta da 130 pazienti, distribuiti nelle varie strutture del territorio. L’amministrazione per far fronte alle spese del servizio stanzia un milione di euro all’anno. Se fino al 2014 la quota versata dalla Regione era pari ad 800 mila euro, oggi il trasferimento ammonta a 150 mila euro, e coprire il gap, come ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali, Daniela Lucernoni, sarà difficile.

La proposta dell’amministrazione. L’assessore Lucernoni ha chiamato a raccolta i colleghi dei comuni limitrofi e insieme hanno inviato una lettera alla Regione per chiedere di rivedere la quota di partecipazione dei Comuni al pagamento della retta. “Abbiamo chiesto anche all’Anci regionale – ha spiegato il vicesindaco – di supportare la nostra proposta. L’azione messa in atto dalla Regione è una mannaia che non solo mette in difficoltà i Comuni e gli utenti ma anche l’intera filiera ripercuotendosi anche sull’occupazione”

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