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Sciopero nazionale dei lavoratori Tirreno Power: si ferma anche Tvs

Anche Tvs domani aderirà allo sciopero nazionale di Tirreno Power, con il blocco di tutte le attività produttive. A Roma è infatti previsto un presidio dei lavoratori in via Ribotta 21 dalle 9.30 alle 13.30 presso la sede del suo maggiore azionista Engie nuova denominazione sociale Gas De France. Un provvedimento che arriva a seguito del ritiro del progetto di riavvio, relativo ai due gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure, deciso dal cda di Tirreno Power, che mette a rischio oltre 200 posti di lavoro.

Esuberi in tutte le centrali del gruppo. “Questa decisione – affermano i sindacati FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL – avrà ripercussioni negative sulla situazione degli esuberi in tutti i siti aziendali, in quanto la conferma dell’investimento avrebbe, invece, dato respiro alla situazione produttiva, almeno nel medio periodo, consentendo la possibilità di predisporre una proposta efficace e credibile per la reindustrializzazione del sito e un piano industriale adeguato per il futuro di tutti i lavoratori della società. Ci attendiamo che, nell’incontro previsto il 4 luglio al ministero dello Sviluppo Economico, le istituzioni (Governo ed Enti locali), gli azionisti, l’azienda e tutto ciò che ruota attorno al settore elettrico, indichino, senza ambiguità, quali sono gli strumenti per governare la situazione e per mettere a punto una soluzione”.

Transizione energetica. “In autunno – aggiungono i sindacati – scadranno i contratti di solidarietà che oggi coinvolgono tutti i lavoratori di Tirreno Power e se non verrà presentato un piano industriale degno di questo nome, saranno a rischio anche gli ammortizzatori sociali, e la strada dei licenziamenti diventerebbe obbligata. A subire le conseguenze della crisi sono centinaia di lavoratori, ma alla crisi di Tirreno Power rischiano di aggiungersene molte altre se non verranno predisposti strumenti straordinari per governare la cosiddetta “transizione energetica” sulla quale fino ad oggi, tutti (ma proprio tutti!) hanno soltanto espresso generica solidarietà e generici scenari idilliaci”.

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