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Scontro Mecozzi-Barbani sulla mozione che chiedeva tagli agli stipendi dei politici

Continua a far discutere la bocciatura da parte della maggioranza della mozione di Mirko Mecozzi, che chiedeva ai consiglieri comunali di rinunciare ai loro gettoni di presenza e agli assessori di parte dello stipendio a favore dei senza casa e dei senza lavoro. M5S che ha invece annunciato di voler istituire un fondo di solidarietà con donazioni in forma anonima e volontaria.

Gesto simbolico. “Si trattava di un primo intervento e di un segnale doveroso da parte della dalla Buona Politica. Ricordo che la presidente Riccetti ha persino respinto la mia proposta di sospendere la pubblicità della seduta per dar modo di ascoltare le testimonianze dei senza casa e dei senza lavoro presenti in aula. Ringrazio i consiglieri Guerrini, Grasso, Perello, Piendibene e Stella, che con me hanno votato a favore della gente – ha spiegato Mecozzi. Per il resto lo spettacolo dei grillini, avvinghiati a pochi spiccioli, alla poltrona e alle loro paure si commenta da solo”.

La maggioranza però non ci sta e sottolinea come la mozione sia stata respinta perché irricevibile e di impossibile attuazione.

Donazione volontaria. “Il consiglio comunale non può costringere alcuno a versare ciò che gli è dovuto in beneficenza e quindi la nobile idea non si può regolamentare. Ciò però non impedisce ai volenterosi di farlo – ha ricordato il consigliere del M5S Claudio Barbani – ed infatti io fino a questo momento tutto ciò che ho ricevuto come consigliere comunale, circa 400 euro in 1 anno di amministrazione, l’ho già versato in beneficenza pubblicando i bonifici sui miei profili Facebook e Twitter, come da me personalmente promesso in campagna elettorale”.

Nessuna carriera politica. “Non posso e non voglio però obbligare nessuno dei miei colleghi a fare lo stesso, perchè capisco che tutti ci stiamo rimettendo qualcosa, Sindaco, assessori e consiglieri. Ricordo che nessuno di noi ha iniziato una lunga e scintillante carriera politica e fra le regole del Movimento 5 Stelle c’è quella del “massimo due mandati e a casa” proprio per evitare di costruirsi posizioni economiche e di potere che poi possono fare gola a tutti. Le nostre personali disponibilità economiche sono date dalla normale vita quotidiana di ognuno di noi e dalla propria carriera lavorativa e ricevere critiche da chi negli anni si è arricchito in contemporanea alla sua esperienza politica o da chi riceveva “un caffè all’anno da ogni civitavecchiese” è quanto meno improprio”.

Fondo solidarietà. “La nostra proposta sarà quella di istituire un fondo dove chi vorrà potrà donare quello che si sente, in forma anonima e volontaria. Speriamo che a questo fondo aderiscano anche i nostri colleghi più ricchi, magari quelli che percepiscono dai cittadini un vitalizio per le loro carriere politiche in Parlamento o alla Regione: d’altronde Porrello e Grande già lo fanno ed hanno dimostrato che restituire parte del loro lauto stipendio è possibile, basta semplicemente volerlo”.

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