Luglio 19, 2024
Sentenze di carta nell’urna elettorale
Editoriale Ultima ora

Sentenze di carta nell’urna elettorale

Una candidata entra in Europarlamento a furor di popolo nonostante quattro condanne, provvedimenti di daspo in varie città e 90 mila euro di debiti con lo Stato per occupazione abusiva di case.
Nelle stesse ore, a Civitavecchia si fa scoppiare il caso sulla “impresentabilità” di Lamberto Alessandro, candidato consigliere del gruppo “Noi Moderati” di Poletti. Un caso assai più piccolo: eppure meritevole di attenzione per tutta una serie di particolari… Vediamoli. Le informazioni, risalenti al 30 maggio 2024 e provenienti da un’inchiesta della Commissione Parlamentare, sono state pubblicate solo nel pomeriggio del 7 giugno. Alessandro Lamberto (qui la sua Lettera) ha prontamente risposto, facendo notare quanto il tempismo dell’informazione fosse quanto meno sospetto.
In effetti, sin troppo scontato sollevare un’importante questione di giustizia e correttezza. La Costituzione, all’articolo 27, sancisce la presunzione di innocenza, e finché il casellario giudiziario di Alessandro rimane pulito, appare ingiusto trascinarlo nella gogna mediatica. Impresentabile non è sinonimo di incandidabile, eppure in Italia spesso le accuse vengono usate come armi politiche, soprattutto quando le elezioni sono imminenti.

Nei processi penali, i magistrati sono chiamati a giudicare “oltre ogni ragionevole dubbio”. Cosa che in questo caso, nessuno ha ancora fatto. E allora è stato giusto mettere un candidato nella condizione di essere giudicato dall’opinione pubblica prima ancora che la giustizia faccia il suo corso? La tempistica di queste rivelazioni è sospetta e potrebbe aver influenzato l’esito delle elezioni, sollevando dubbi sulla trasparenza e la correttezza del processo elettorale.
Tutto ciò, senza dare ascolto a chi sostiene addirittura che ci potesse essere un interesse diretto e particolare da parte di chi ha pubblicato l’articolo nelle elezioni in corso. Sarebbe davvero il colmo…

M. C.