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Sospeso l’annullamento del concorso Asl

Ancora colpi di scena dal settore Asl. Il TAR ha accolto la domanda cautelare di alcuni ricorrenti e sospeso gli effetti dell’annullamento del concorso per amministrativi disposto dalla Direzione Generale, poco dopo l’insediamento dell’attuale manager Cristina Matranga.

Una notizia che anche il gruppo consiliare del Partito democratico ha accolto con favore. “Sin da subito avevamo espresso alla direttrice della Asl le nostre perplessità sulle motivazioni di una decisione presa poco tempo dopo il suo insediamento e che penalizzava tutti coloro che attendevano di effettuare la prova orale e comportava una notevole perdita economica per l’azienda stante i costi sostenuti per la effettuazione del concorso”.

“Poco convincenti risultavano anche le motivazioni di presunte non legittimità di alcune domande anche alla luce del fatto che alla risoluzione di tale problematica avevano contribuito gli stessi organismi aziendali. Risultava, altresì, inaccettabile la decisione di costringere i nostri concittadini a partecipare al concorso indetto dalla Roma1 piuttosto che bandire un eventuale nuovo concorso a Civitavecchia”, hanno aggiunto i consiglieri dem.

“Di questa nostra contrarietà avevamo anche informato l’assessore Alessio D’Amato che aveva riconosciuto la validità della nostra richiesta. Secondo il TAR ritenere sussistenti elementi di non piena legittimità nella procedura concorsuale, oltretutto riferiti ad alcuni soltanto dei quesiti sottoposti ai candidati, non legittima l’annullamento di tutto il concorso, potendosi adottare, all’esito di una istruttoria completa, misure più proporzionate agli interessi pubblici da tutelare, da contemperare con quelli privati coinvolti. Alla luce di queste considerazioni, che lo stesso buon senso avrebbe dovuto suggerire, ci auguriamo che la Direzione aziendale non presenti ricorso avverso la decisione del TAR e provveda a dar seguito al calendario degli orali restituendo questa opportunità occupazionale ai partecipanti.  Una diversa decisione sarebbe incomprensibile se non nella prospettiva di una reiterata volontà di penalizzare i nostri giovani e, per tale motivo, inaccettabile”, conclude la nota del gruppo consiliare del Pd.