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Spiagge senza servizi, Tidei: “Colpa della sciatteria dell’amministrazione”

Civitavecchia non è ancora pronta per la stagione estiva. I ritardi nei lavori per la riqualificazione del Piccolo Paradiso, e nella sistemazione degli arenili della Marina e del Pirgo, rischiano di compromettere tutto il mese di giugno. A questo si aggiunge la situazione legata alla concessioni per gli stabilimenti balneari, con il Comune che ha dovuto correre ai ripari in fretta e furia con una manifestazione di interesse a cui hanno risposto in totale 5 operatori, rispetto alle tre società che negli scorsi anni hanno gestito le spiagge del lungomare civitavecchiese. Una vicenda che comporterà enormi disagi alle ditte interessate, ai turisti e soprattutto ai civitavecchiesi, che si troveranno senza spiagge attrezzate almeno fino alla fine del mese.

L’estate sta finendo. “Si è creata una situazione incresciosa, per colpa della sciatteria dell’amministrazione a 5 Stelle” ha tuonato la deputata del Partito Democratico Marietta Tidei, che indica precise e gravi responsabilità nella giunta Cozzolino. “Gli stabilimenti con ogni probabilità non potranno iniziare la propria attività prima di fine giugno e oltre al danno economico per i gestori e per i lavoratori (ci sono attività che durante la passata stagione avevano 11 persone in regola) il danno sarà anche per molti cittadini, che non potranno usufruire dei servizi. Ecco perché è proprio il caso di dire che l’estate sta finendo”.

Amministrazione inqualificabile e superficiale. “ Il comportamento da parte dell’amministrazione è inqualificabile, oltre che superficiale. Non solo non produce sviluppo, ma limita fortemente le attività private arrecando danni a professionisti, imprese e commercianti ai quali andrebbero date risposte in tempi certi e non secondo i comodi di amministratori incapaci – aggiunge Marietta Tidei -: si pensi, ad esempio, anche alla questione dei dehor. In attesa che il Festival di Sanremo de noantri attragga orde di turisti in città, si inizi ad ascoltare il grido d’allarme lanciato dagli ordini professionali sull’immobilismo nel quale è sprofondata la città”.

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