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Tarquinia si fa scippare il sito Divino Etrusco

Il nome del sapore mitico del vino degli Etruschi finisce per pubblicizzare improbabili macchine lucidatrici, sbattitori elettrici o cuscini per l’allattamento al seno. Pare incredibile ma è così: a poche settimane dall’evento che fino a pochi anni fa rappresentava la miglior vetrina per il territorio, il sito http://www.divinoetruscotarquinia.it è finito per essere una vetrina commerciale che nessun tipo di collegamento ha con la manifestazione.

Una circostanza di una tristezza imbarazzante, che il Movimento 5 stelle ha rappresentato pubblicamente, quasi con più rassegnazione che spirito di polemica. “A soli 20 giorni dall’annunciata data d’inizio nel noto appuntamento estivo Tarquiniese, il sito ufficiale del Divino Etrusco www.divinoetruscotarquinia.it – pubblicizzato da mesi dal Comune di Tarquinia – risulta essere occupato da un improbabile sito commerciale che nulla ha a che fare con l’evento in questione. Nonostante ciò, nessuno ha pensato di correggere i banner e le locandine in circolazione su social e notiziari”.

Non solo: il M5s tarquiniese ricorda all’amministrazione Giulivi altri segnali di una imperdonabile sciatteria: “La pagina FB www.facebook.com/TarquiniaDivinoEtrusco/ riporta in copertina l’evento del 2020, quella Instagram è addirittura ferma al 2019. Stessa cosa per il sito ufficiale www.divinoetrusco.it linkato sul portale comunale www.tarquiniaturismo.com/divino-etrusco/”.

Di qui le conclusioni: “Insomma, un inaccettabile biglietto da visita per questo evento così importante per la nostra città, al di là delle problematiche organizzative dovute alla pandemia. Curare i canali informativi social e web dovrebbe essere, infatti, il “minimo sindacale” per chi si occupa del marketing e della comunicazione. Che ne pensa l’assessorato al Turismo?”.

Poco altro da chiedersi, se mai ancora un’amara considerazione: nel 2019 qualcuno si proponeva agli elettori sostenendo che “È importante inoltre organizzare un calendario annuale di manifestazioni ed eventi e promuoverli utilizzando tutti i canali di comunicazione possibili; non si può infatti parlare di sviluppo turistico senza attuare una strategia di promozione volta a raggiungere quante più persone possibili”. Ebbene da capitale della plurimillenaria Dodecapoli a simbolo della decadenza, il passo per Tarquinia è stato velocissimo: appena due anni. Ora, se lo ritenete, trovate il colpevole.