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Tidei: “Sul bilancio la Tuoro nasconde la verità”

Non si arresta la polemica fra maggioranza e opposizione sul tema del bilancio comunale. Alla querelle tra l’assessore Florinda Tuoro e il consigliere comunale Mirko Mecozzi si è aggiunto il capogruppo della minoranza Pietro Tidei che punge la stessa Tuoro sull’anticipazione di cassa di sette milioni di euro, ma non solo. L’ex sindaco difende il suo operato nell’ultima gestione amministrativa e accusa l’attuale amministrazione di non aver ancora chiarito le linee di intervento per ciò che riguarda la queatione Hcs. Ecco la nota di Tidei:

“A dicembre 2013 – come risulta dal verbale di cassa controfirmato dalla banca tesoriera per il  passaggio di consegne –  ho lasciato nelle casse comunali oltre  9 milioni di euro. Sotto il mio governo la città non ha mai pagato una sola lira di interesse sui conti. Non solo non ha utilizzato anticipazione di cassa, ma ha estinto anticipatamente diversi mutui, consentendo oggi al Comune di accedere ad agevolazioni in base alla legge di stabilità. Nelle sue più recenti dichiarazioni lei tende invece a mistificare questi fatti sui quali la sfido fin da ora ad un confronto pubblico televisivo. Alla stampa lei nasconde che è ricorsa alle banche per sette milioni di euro di cui oggi tutti paghiamo gli interessi e “dimentica” di parlare della delibera con la quale  la sua Amministrazione ha  in programma il raddoppio dell’esposizione bancaria portandola dai 3/12 ai 5/12 delle entrate 2015 (altri interessi). In tutto fanno 16 milioni di euro usati – e Lei lo sa bene – per sostenere l’ordinaria amministrazione della macchina comunale  e non per “pagare debiti precedenti “come lei invece sostiene con leggerezza attraverso una bugia giornalistica. Sarebbe stato più utile che lei spiegasse alla stampa perché ed in quale parte la macchina comunale ha costi così alti (municipalizzate) e quali sono i programmi per HCS sui quali la sua Amministrazione osserva da tempo un religioso silenzio. Una regola, quella del silenzio,  alla quale forse le sarebbe convenuto attenersi piuttosto che non dire la verità”.

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