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Un anno senza Flavio, il suo ricordo è più vivo che mai

Trecentosessantacinque giorni. Tanto è trascorso da quella sera da incubo. Flavio Gagliardini che si accascia a terra mentre fa quello che ama di più al mondo, giocare a calcio e condividere la sua passione con i compagni di squadra. Un evento che ha sconvolto una città intera, Civitavecchia, che quel ragazzone di 35 anni aveva amato fin da subito. Il suo talento calcistico lo aveva portato ben presto alla ribalta. Fin da piccolo Flavio era uno dei giovani più promettenti del territorio. Il suo nome era conosciutissimo negli ambienti calcistici, “diventerà uno importante”, dicevamo gli addetti ai lavori. E in effetti Gagliardini è stato sempre protagonista, in tutte le squadre in cui ha militato. Al Civitavecchia poi è diventato praticamente una bandiera, tanto che ora la sua immagina campeggia in bella mostra all’interno e all’esterno dello stadio Fattori. Giusto così, lo merita davvero. Un ragazzo umile, serio, con la testa sulle spalle e sempre col sorriso sul volto. I familiari pensano a lui ogni giorno, così come la moglie Venere che attraverso l’ultimo regalo che le ha lasciato il marito, un figlio bellissimo che non poteva non chiamarsi come il papà, lo rivive continuamente. Gli amici di una vita continuano a sentire la sua mancanza, e cercano conforto nel lavoro che portano avanti con la Onlus dedicata a lui. Tanti progetti che coinvolgono i giovani, le scuole e il sostegno verso chi ha davvero bisogno. A dicembre poi ci sarà la seconda edizione del “Bomber day”, una giornata interamente dedicata a Flavio. Un anno senza Flavio è già trascorso, ma il suo ricordo è più vivo che mai.