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Un arresto e due denunce: Ferragosto di super lavoro per la Polizia di Frontiera

Settimana di Ferragosto di duro lavoro per gli uomini dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Civitavecchia diretto dalla dottoressa Lorenza Ripamonti. In questi giorni sono state numerose le situazioni in cui gli agenti operanti sono dovuti intervenire.

Tunisino in manette. Durante le impegnative operazioni di sbarco del traghetto da Tunisi, gli agenti hanno effettuato un arresto nei confronti di un cittadino tunisino residente in Belgio che ha letteralmente dato in escandescenza aggredendo un agente impegnato nei controlli di frontiera, particolarmente minuziosi in questi giorni di affollamento. In particolare il cittadino straniero voleva, dopo aver passato il controllo a bordo della sua auto, rientrare nell’area sterile per andare incontro alla moglie che era ancora in attesa del controllo sul canale degli appiedati. A nulla sono valsi i tentativi di spiegazione da parte del personale operante per convincerlo ad allontanarsi. All’improvviso l’uomo ha sferrato tre pugni sul volto dell’Agente che aveva invano cercato di calmarlo. Immediatamente bloccato è stato arrestato mentre l’Agente colpito ha riportato un trauma facciale. In seguito all’arresto lo straniero è stato processato e condannato a sei mesi per violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Furto. La Polizia di Frontiera è intervenuta anche nlla vicenda di una ragazza che si doveva imbarcare per Olbia e che, al momento di passaggio allo scanner della Security operante nel Porto della nostra città ha dimenticato, in un momento di distrazione, un marsupio contenente circa 60 euro, una carta di credito e dei documenti di identità. Tornata sul posto si è subito resa conto che qualcuno aveva approfittato della situazione per impossessarsi dei suoi effetti. Immediatamente è stato allertato il personale della Polizia di Frontiera che, dopo aver raccolto la denuncia della ragazza, ha svolto un accurato e veloce lavoro di ricostruzione dell’accaduto visionando il materiale prodotto dalle videocamere in funzione in cui era visibile la sagoma di un uomo che, accortosi della dimenticanza, rubava il marsupio e si dirigeva verso l’imbarco del medesimo traghetto per Olbia. Gli Agenti della Polizia di frontiera si mettevano immediatamente in contatto con il Comandante della nave sulla presenza a bordo del ladro, inviando le foto delle varie fasi del furto, per permettere al personale di bordo di individuarlo tra i passeggeri e di tenerlo d’occhio fino all’arrivo ad Olbia. Poco prima dell’attracco il ladro, ignaro di essere seguito, nascondeva il marsupio rubato in uno dei bagni dell’imbarcazione. A quel punto il traghetto è stato raggiunto dalla Pilotina della Polizia Frontiera di Olbia che provvedeva ad identificare l’uomo e denunciarlo all’Autorità competente successivamente inviata a Civitavecchia per essere restituita alla legittima proprietaria.

Pesca in zona vietata. Sempre in questi giorni, inoltre, durante un giro di pattugliamento nel settore crocieristico, gli Agenti operante notavano due uomini con delle canne da pesce che camminavano nella zona. Fermati e sentiti circa la loro presenza sul posto spiegavano che si erano recati a pesca, contravvenendo a tutti i divieti presenti e ben conosciuti. Deliberatamente, in quanto per trovarsi lì avevano scavalcato una muraglia di altezza considerevole utilizzando dei ponteggi per la presenza di lavori in corso e mettendo a rischio anche la propria incolumità personale. Tutta l’area crocieristica, in base alle norme nazionali ed internazionali in materia di sicurezza marittima è interdetta a tutti i coloro sprovvisti di permesso o di un motivo valido a giustificare la propria presenza. Una pesca comunque costata molto cara ai due; 2064 euro di sanzione amministrativa per aver violato l’ordinanza della Capitaneria di porto in materia di accesso non autorizzato ad un’area riservata.

Denuncia per truffa. Si è conclusa, inoltre, con una denuncia per truffa l’indagine partita il mese scorso sulla base di una querela sporta da una dipendente del nostro Ufficio nel confronti di M.L, un uomo di circa 30 anni. La donna aveva contattato al cellulare un inserzionista di un noto sito di annunci per l’acquisto di un camper. Una volta accertate le caratteristiche del mezzo si era accordata sull’invio di 200 euro come impegno di acquisto tramite bonifico bancario su un conto di cui il venditore aveva fornito l’IBAN. Il giorno seguente si sarebbe recata nella località e all’indirizzo fornito per ili ritiro del mezzo ed il saldo della cifra rimanente. All’appuntamento, però, non c’era nessuno e a quell’indirizzo nessuno conosceva la persona corrispondente ai dati forniti. Una volta partita la querela venivano avviate le opportune indagini e gli inquirenti, tramite l’utenza telefonica e l’IBAN forniti dal truffatore, peraltro già noto alle forze dell’ordine per gli stessi precedenti, lo hanno rintracciato e denunciato per il reato di truffa.

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