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Usb: “Comunali vittime del gioco delle mobilità interne”

Anche l’Unione Sindacale di Base interviene sui trasferimenti dei dipendenti comunali, attaccando la giunta Cozzolino, come aveva fatto nei giorni scorsi il capogruppo dell’opposizione PietroTidei e paragonando ironicamente la gestione ad una ruota della fortuna, in un “gioco delle mobilità interne”.

Regolamento. L’Usb riporta il regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune, l’articolo 102 della mobilità interna.

  1. Per mobilità interna s‟intende il cambiamento del lavoro svolto, l‟eventuale modifica del profilo professionale e/o l‟assegnazione ad una sede di lavoro diversa da quella di appartenenza;
  2. La mobilità interna, come previsto dalla vigente disciplina contrattuale, va attuata secondo i criteri indicati nel presente regolamento;
  3. La mobilità interna deve rispondere ad esigenze di servizio ed è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) razionalizzazione dell’Impiego del personale; b) riorganizza-zione dei servizi; c) copertura dei posti vacanti; d) avvicinamento del dipendente alla propria residenza anagrafica;
  4. Il provvedimento che dispone la mobilità deve tener conto della verifica dell’idoneità del dipendente alle nuove mansioni o disporre le necessarie iniziative di riqualificazione del medesimo;
  5. 5. Il trasferimento da Servizio a Servizio è disposto dal Dirigente del Servizio Organizzazione e gestione risorse umane in accordo, di norma, con i Dirigenti interessati. I Dirigenti possono, con comunicazione adeguatamente motivata, non concedere il nulla osta per le mobilità in uscita, anche in via temporanea, o non accettare una proposta di mobilità in entrata, se non è ritenuta coerente con le esigenze organizza-tive da soddisfare;
  6. Alla mobilità interna, tra diversi uffici dello stesso Servizio, provvede con propria determinazione, il Dirigente.

Rispetto uguale zero. Per l’Usb non è stato rispettato nemmeno l’articolo 33 della legge 104/92, comma 5: “il lavoratore di cui al comma 3 (assistenza all’Handicap) ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

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