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Veterani dello sport all’attacco sul Civitavecchia: “Colpa di Iacomelli e Fronti”

L’associazione “Veterani dello sport” interviene sull’annata storta del Civitavecchia. Il ripescaggio in Eccellenza sembra ad un passo ma la sostanza non cambia secondo la critica. Per i Veterani la colpa è della società, senza se e senza ma. Pubblichiamo la lettera di contestazione pervenuta in redazione.

Lettera. 

Tutto secondo copione! Come al solito sono iniziate sfumate autocritiche e  qualche assunzione di colpa infarcita di alibi, da parte dei soggetti con meno faccia tosta, mentre i veri  responsabili continuano a rimanere allineati e coperti da un tacito accordo di chi sa, ma preferisce non dire e di chi seppure preposto, evita di  indagare per non denunciare. In questo clima tra qualche giorno riprenderà il vittimismo alternato ai proclami e per l’ennesima volta i soliti noti ripartiranno per un’altra squallida stagione raggirando le istituzioni proprietarie delle strutture ed i tifosi. Riteniamo questa maniera di operare la tomba dello sport che invece vuole chiarezza e concretezza come base di una buona attività. Diciamo subito che arrivare al quintultimo posto in un campionato inadeguato alla nostra città ed al suo passato calcistico è un risultato assolutamente mediocre. Addirittura, poi, perdere i play out e retrocedere, nonostante l’unica partita sia stata giocata sul proprio campo con due risultati utili su tre  per la salvezza, è una vera disfatta sportiva. Se poi si aggiunge che questa è la seconda retrocessione in tre anni concepita e maturata con gli stessi responsabili   che anche nella prima avevano avuto ruoli determinanti,  le cose assumono ben altro significato.  A questo punto rimane solo da capire se questi risultati sono il frutto di una assoluta incapacità gestionale tecnico-organizzativa, o peggio ancora, di una precisa volontà di ridimensionamento più consono alle proprie caratteristiche e più adatta a soddisfare esigenze personali. Per entrare nel merito:  nella prima retrocessione, quella dalla serie “D”, a parte le plurime penalizzazioni, va ricordato l’allontanamento di giocatori validi quando la squadra era in chiara ripresa, l’esonero di Mister Ferretti poche ore prima della partita ad Anzio, dove in caso di successo si sarebbe potuta ipotecare una salvezza diretta, sostituito in panchina dal Direttore Sportivo, anche lui poi sparito,ed infine l’affidamento della guida tecnica al signor Fronti conclusa con una retrocessione diretta. Anche sulla seconda retrocessione permangono molti dubbi, più specificatamente, l’ennesima penalizzazione, la scelta di Mister Insogna e del DS Smacchia,  più collegate al reperimento di risorse finanziarie che a meriti sportivi, la mancata conferma  di tecnici e giocatori locali che molto bene avevano operato nella stagione precedente,  l’aver cambiato più volte i giocatori in particolar modo gli attaccanti per poi trovarsi nella parte finale completamente sprovvisti,  l’ essersi fatti sfrattare dallo Stadio Comunale , causa mancato pagamento dei canoni di affitto, arrecando un grave danno tecnico a tutta le squadre costrette ad allenarsi in spazi ristretti,  non aver  usato come metro di scelta la meritocrazia preferendo il parentelismo ed il clientelismo ma in particolare per aver iniziato trattative per la cessione della società,  con ancora il campionato in corso, con soggetti militanti nello stesso girone infrangendo i regolamenti  a rischio di provvedimenti disciplinari, e demotivando definitivamente la squadra. Trattative, peraltro, simulate condotte da Iacomelli e Fronti,  pienamente coinvolti nelle due retrocessioni che di fatto confermano il potere  decisionale del primo con la complicità interessata dell’altro, stante la reale mancanza di volontà di cessione della proprietà, come ampiamente assodato da chi ha avuto qualsiasi tipo di rapporto con la Società e sancisce l’ininfluenza del Presidente Biondi che dopo averci deliziato con la promessa della serie “B” è completamente scomparso dalla scena calcistica. Una proprietà in cui tutto porta ad identificarsi in Ivano Iacomelli o chi per lui, al quale non deve essere più concesso di evitare l’assunzione di responsabilità e neanche a sfuggire alla verifica di come, a quale titolo, con quali soldi ne sia entrato in possesso e fino a quale punto sia stata strumentalmente utilizzata la politica e le istituzioni considerato che era consigliere comunale e delegato allo sport.

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