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Lamine di punta della Vipera: un mistero (quasi) svelato

Si terrà venerdì la presentazione del restauro delle lamine iscritte provenienti dal santuario etrusco di Punta della Vipera (Santa Marinella).
Il restauro è stato realizzato grazie al contributo della Società Storica Civitavecchiese nel ricordo di Odoardo Toti.

L’appuntamento si terrà alle ore 17.30, direttamente al Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia. Sono previsti gli interventi di Anniboletti (Direttrice del MANC), Enrico Ciancarini (Presidente Società Storica Civitavecchiese), Domizia Colonnello, Alice Rivalta della De.Co.Re. srl.

Come si legge nel comunicato di presentazione dell’evento, “i due frammenti appartenevano a una più estesa lamina in piombo ritrovata negli scavi condotti dall’archeologo Mario Torelli (fra il 1964 e il 1966), per conto dell’allora Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale, all’interno di un profondo pozzo situato accanto al piccolo tempio etrusco di Punta Vipera. Il pozzo sacro, risalente all’età arcaica (VI sec. a.C.), inizialmente fu connesso a rituali di tipo infero, in seguito fu invece colmato con materiale votivo in occasione della ristrutturazione del santuario (IV sec. a.C.). Il testo etrusco inciso sulla lamina ha un andamento bustrofedico, esteso su entrambe le facce, e risale a un periodo compreso tra il 520 e il 480 a.C.; si tratta di una delle più lunghe quanto oscure iscrizioni in lingua etrusca, con circa 80 parole conservate, di cui solo la metà è ben leggibile. La lamina, larga meno di 3 cm, manca delle estremità laterali, mentre una zona centrale è lacunosa; su entrambe le facce sono presenti 11 righe, e le dimensioni dei caratteri variano dai 3 ai 2mm, aspetto che lascia ipotizzare che non si tratti di un testo sacro destinato a essere esposto in pubblico, come nel caso delle famose lamine auree di Pyrgi. L’interpretazione del testo è criptica per via della sua frammentarietà, e di molte parole sfugge anche l’esatto significato; tuttavia, pur nell’impossibilità di dare una precisa traduzione, si percepisce un contenuto a uso sacerdotale, destinato a una lettura limitata a soli iniziati, oppure una sorta di invocazione, una prescrizione oracolare, un voto di sacrificio, una richiesta a una specifica divinità. Le lamine sono state restaurate nel gennaio 2022 dalla ditta De.Co.Re. srl, grazie alla sponsorizzazione della Società Storica Civitavecchiese”.​
Il nuovo allestimento è stato realizzato grazie a fondi della Direzione Regionale Musei Lazio.

È possibile prenotare presso il Museo al numero 076623604O alla mail: drm-laz.mucivitavecchia@beniculturali.it