Febbraio 27, 2024
Paesaggi dell’Arte cala altri due colpi
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Paesaggi dell’Arte cala altri due colpi

Ancora un fine settimana con le originali proposte musicali del festival Paesaggi dell’Arte 2023, di nuovo nella fresca ed evocativa cornice del Parco delle Mura, con due concerti che potrebbero rivelarsi sorprendenti per alcuni aspetti e particolarmente avventurosi nella loro esplorazione sonora di territori acustici incogniti, anche attraverso l’impiego di un complesso supporto tecnologico che ne moltiplica le possibilità timbriche e le articolazioni ritmiche.

Il primo progetto, stimolato e sostenuto dal festival, sarà presentato venerdì 28 luglio alle ore 21.30. Basato sull’interazione artistica in corso tra Paolo Angeli, con chitarra sarda preparata ed elettronica, e Alessandro D’Alessandro, con organetto preparato ed elettronica. Il loro dialogo musicale, introdotto da due monologhi, prevede l’utilizzo di strumenti che nascono dalla tradizione popolare e che progressivamente sono stati trasformati in apparati sonori inediti e innovativi, con caratteristiche tecniche ed espressive in costante sviluppo.

Candidato ai Grammy Awards 2023, Paolo Angeli è nato a Palau nel 1970 ed è cresciuto nella punta Nord della Sardegna. Partendo da uno strumento tradizionale, la chitarra sarda, ha ideato e perfezionato una vera e propria chitarra-orchestra con diciotto corde: un ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria, con tanto di martelletti, pedaliere ed eliche a passo variabile. Ha collaborato con Pat Metheny, Fred Frith, Iva Bittová, Hamid Drake, Evan Parker, Antonello Salis, Jon Rose, Paolo Fresu, Stefano Bollani e molti altri. Con Nanni Angeli dal 1996 dirige il festival “Isole che Parlano”. Il suo ultimo album, Jalitah, in duo live con il produttore e musicista Iosonouncane, è l’ennesima conferma di un grande talento e di un appassionante percorso di ricerca musicale.

Alessandro D’Alessandro nasce nel 1985 e cresce nel Basso Lazio, a Coreno Ausonio, dove inizia lo studio dell’organetto all’età di nove anni.

Pioniere nell’utilizzo dell’elettronica applicata all’organetto, negli anni ha creato un’originale e complessa tecnica per suonare il suo strumento, che ha denominato “organetto preparato”, attraverso l’utilizzo dell’effettistica, di loops e di oggetti vari applicati direttamente, consentendo così a uno strumento tipico della tradizione contadina di poter uscire dai confini rigorosi della musica etnica. Ha collaborato, in studio e dal vivo, con numerosi artisti, fra cui Elio, Sergio Cammariere, Neri Marcorè, Rocco Papaleo, Petra Magoni, Gigliola Cinquetti, la Banda Osiris, Maria Pia De Vito, Flaco Biondini, Vinicio Marchioni, Roberto Angelini, Roy Paci, Franco Battiato, Peppe Barra e moltissimi altri. Il suo ultimo album solista, Canzoni, è stato eletto miglior album della world music italiana (Premio Loano).

Entrambi gli artisti si sono formati all’interno della tradizione dei rispettivi luoghi d’origine e proprio alla tradizione si sono ispirati per modificare e rinnovare il suono dei loro strumenti. La libertà, l’improvvisazione, l’utilizzo dell’elettronica e il dialogo continuo tra suoni “preparati” sono gli elementi fondamentali di quest’incontro.

Seconda performance in programma, sabato 29 luglio alle 21:30, il concerto solista di Lili Refrain: un progetto nato nel 2007 e messo accuratamente a punto nel corso del tempo, che utilizza chitarra elettrica, voce, percussioni e sintetizzatori, sovrapponendoli in tempo reale attraverso una serie di loop station.

L’atmosfera evocata copre un’ampia gamma sonora, combinando trame minimaliste, folk, psichedeliche, blues, metal e operistiche, senza utilizzare alcun computer o tracce preregistrate. La polistrumentista, compositrice e performer romana ha recentemente effettuato un lungo tour in tutta Europa e UK assieme ai leggendari Heilung, gruppo chiave dell’amplified history, e subito dopo è

stata invitata da una band storica del calibro dei The Cult come special guest in apertura ai loro concerti: una vera e propria rivelazione musicale, anche in festival internazionali del calibro di Roadburn, Hellfest, Desertfest. I suoi brani sono intrisi di energie rituali e le sue esibizioni dal vivo sono un’esperienza catartica capace di condurre l’ascoltatore oltre i confini di qualsiasi genere. Lili Refrain ha pubblicato cinque album e il pulsante cerimoniale sonoro proposto in quest’occasione sarà tratto in larga parte dal suo ultimo disco: MANA

(2022 – Subsound Records).