Luglio 18, 2024
Cento astici liberati in mare
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Cento astici liberati in mare

Il Centro ittiogenico sperimentale marino (Cismar) dell’Università degli Studi della Tuscia (Unitus), con sede nella riserva delle Saline, ha rilasciato lo scorso 21 giugno in mare, tra Tarquinia e Montalto di Castro, 100 piccoli astici nati in vasca a gennaio. “Il Cismar prosegue da diversi anni il recupero della biodiversità marina nelle acque costiere tra le due cittadine – afferma Giuseppe Nascetti, professore emerito del Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche (Deb) dell’Unitus -. L’astice è una specie molto importante dal punto di vista naturalistico, perché fortemente influenzata dalle attività umane che ne hanno ridotto notevolmente la popolazione. Quest’anno nell’allevamento è stata apportata una novità: l’introduzione in vasca dei rifugi per capire la risposta etologica degli astici e favorire, nel momento del rilascio, il comportamento di andare alla ricerca immediata di una tana tra le rocce o la poseidonia“. Il Cismar ha realizzato un sistema per verificare l’impatto del ripopolamento. “Ogni generazione di astici rilasciata è stata caratterizzata a livello genetico – spiega il professor Nascetti -. È stato mappato il profilo genetico dei maschi e delle femmine genitori, per verificare in caso di pesca se un astice sia stato allevato nel centro e avere così una validazione scientifica positiva al nostro progetto”. Alla riproduzione dell’astice, il Cismar affianca l’allevamento delle mazzancolle e del cavalluccio marino, di cui ne sono stati rilasciati circa 600 esemplari. “Il centro a breve verrà ampliato con l’inaugurazione di una nuova struttura, per applicare sistemi più efficaci dell’allevamento – conclude il professor Nascetti –. Nei prossimi messi, sarà poi posta attenzione anche all’allevamento della cernia e dello scorfano rosso, pesci ad alta valenza economica. L’obiettivo è quello di fare del Cismar un punto di riferimento, per il Tirreno, nella protezione e nel recupero delle specie maggiormente danneggiate dalla pesca eccessiva e dall’inquinamento”.