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Dai Ragazzi del Lago una promessa: arrivederci a presto

Con il successo, non dico inaspettato, ma sorprendente del mio “Spettacolo di Cabaret”, devo lasciare Civitavecchia per dedicarmi alla realizzazione del mio nuovo musical “Mohican” che debutterà l’8 ottobre al Teatro Leo Amici del Lago di Monte Colombo (RN).
Attraverso il suo sindaco Ernesto Tedesco e la sua amministrazione comunale, la città di Civitavecchia ha accolto non solo la mia arte, ma anche la mia storia legata a Leo Amici, fondatore della prima compagnia teatrale RDL – Ragazzi del Lago con la quale ho avuto successo in tutti i più grandi teatri e attraverso la quale sono arrivato a formare i giovani artisti di oggi.
Migliaia di persone ne hanno apprezzato il talento anche con due standing ovation sia per la performance “Un bacio a Civitavecchia” che sul grande palco del Summer Festival che chiudeva la sua rassegna di successo proprio con il mio “Spettacolo di Cabaret”.
È stato un mini tour che ha messo in comunicazione due progetti: quello del comune di offrire alla città nuove iniziative di cultura e di arte, con quello della Fondazione Leo Amici (ente riconosciuto dallo Stato) di onorare l’incredibile figura di Leo Amici per i 100 anni dalla sua nascita con una serie di eventi straordinari, tra cui gli spettacoli ispirati da lui stesso. Questo personaggio, di cui è iniziata una causa di beatificazione, aveva abitato e operato anche a Civitavecchia fino alla fine degli anni ‘70, prima di trasferirsi nell’hinterland riminese dove aveva dato inizio al suo ultimo progetto: il piccolo paese del Lago di Monte Colombo.
Sono certo di poter tornare a Civitavecchia, probabilmente durante il periodo natalizio, per dare vita ad un presepe in musical (quello ideato nella notte di Natale del 1223 da San Francesco) e allo “Show di Natale”, divertente spettacolo dove comunque si evidenziano anche i valori delle festività natalizie e in cui non mancano gags esilaranti e performance di alto contenuto artistico e culturale. È la storia di 4 angeli che “stufi del paradiso” (continuano a ripetere “che barba, che noia” alla Sandra Mondaini) si tuffano tra le nuvole per cadere letteralmente in una piazza del mondo, in questo caso una piazza di Civitavecchia. Lì troveranno non solo la tradizione civitavecchiese delle pastorelle, le caldarroste, il vin brûlé, lo zucchero filato, ma anche le canzoni e le danze natalizie sia classiche che moderne, per poi ritrovarsi talmente a proprio agio sul pianeta terra da non voler ritornare in paradiso, pur assistendo alle vicende anche toccanti dei loro protetti (sono infatti i loro “angeli custodi”).
Dovranno scendere, infatti, altri angeli per convincerli al ritorno in paradiso, se non, addirittura, il Capo…

Dunque un arrivederci a presto!

Carlo Tedeschi