Giugno 22, 2024
Acca Larentia, intervista a Paolo Iarlori
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Acca Larentia, intervista a Paolo Iarlori

Il coordinatore locale di Fratelli d’Italia ha risposto al consigliere Marco Piendibene sulle accuse di neofascismo nostalgico per aver partecipato alla cerimonia in ricordo delle vittime di Acca Larentia.

Il 7 dicembre si è svolta come ogni anno la cerimonia in memoria delle vittime di Acca Larentia. Può spiegare il fatto storico?

L’uccisione il 7 gennaio 1978 davanti alla sezione del Msi di via Acca Larentia di Franco Ciavatta e Francesco Bigonzetti, che erano usciti per andare a fare volantinaggio per un concerto di musica e hanno trovato ad attenderli un commando di terroristi di estrema sinistra che li ha uccisi a colpi di mitragliatrice. Successivamente la sera dello stessa giornata ci furono momenti di tensione con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e un colpo di arma da fuoco, sparato probabilmente da queste, ha colpito un terzo ragazzo, Stefano Recchioni che è morto sul colpo. Questi sono i fatti che si ricordano, ossia la strage di tre ragazzi innocenti e disarmati di 18, 19 e 20 anni che facevano politica con il Fronte della Gioventù l’organizzazione giovanile del Msi. Un triplice omicidio rimasto ancora senza aver accertato chi fossero gli assassini. Il delitto di Ciavatta e Bigonzetti fu rivendicato da una organizzazione terroristica di sinistra chiamata Nuclei arbusti per il contropotere territoriale

Cosa è per te Acca Larentia?

Un luogo segnato indelebilmente dal sangue versato da tre ragazzi innocenti, tre fratelli, vittime dell’odio politico.

Perché ricordare le vittime è importante?

È doveroso per onorare la memoria ed il sacrificio di quei tre ragazzi. Il mio impegno politico e quello di tanti che militano a destra non può prescindere dal ricordo loro e di tutti gli altri caduti. È essenziale, però, che questa pagina di storia sia ricordata da tutti, affinché quelle stragi non si ripetano mai più, affinché quel clima di odio che ha caratterizzato gli anni di piombo sia un triste ricordo del passato, affinché ci sia una memoria condivisa. A tal proposito essenziale e molto significativa la presenza, ogni anno, dei rappresentanti delle istituzioni, che rendono omaggio a quei ragazzi, da 46 anni in attesa di giustizia. Questa è una vergogna! Giusto chiedere la riapertura delle indagini per dare un nome ed un volto ai vili assassini di quei ragazzi innocenti.

Hanno parlato molto del “presente”, usanza nostalgica che spesso viene riscontrata in manifestazioni vicine all’area di estrema destra. Di che cosa si tratta?

Il presente altro non è che un modo per commemorare i caduti e rendere loro omaggio. Una tradizione che affonda le radici addirittura nella storia dell’antica Roma. A differenza di quanto strumentalmente sostenuto da certa sinistra, nulla c’entra con l’apologia del regime fascista.

Cosa rispondi all’accusa di apologia di fascismo del Pd?

Accusa del tutto risibile e destituita di qualsivoglia fondamento, soprattutto se riferita ad esponenti di Fratelli d’Italia, nessuno dei quali ha partecipato alla commemorazione delle 18,00, organizzata da gruppi extraparlamentari. Questa ossessione del fascismo di certa sinistra è chiaramente strumentale ed è utilizzata per cercare di coprire la totale assenza di idee e di argomenti della sinistra stessa.

Qual è il messaggio che ritieni giusto dare alla gente?

Il messaggio è quello di ricordare, di rendere giustizia a quei ragazzi, che per noi sono fratelli, affinché quella pagina dolorosa di storia nazionale non si ripeta.

Lorenzo Leoncini