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Il Marina Yachting si arena sul diportismo

Alla fine l’atteso consiglio comunale sul progetto che dovrebbe rivoluzionare il porto storico ha partorito il proverbiale topolino. Al termine della seduta di ieri all’aula Pucci, è stato infatti rinviato al 6 giugno il riconoscimento di interesse pubblico per il Roma Marina Yachting.

La mediazione è stata raggiunta dal sindaco Ernesto Tedesco, dopo una spaccatura nell’opposizione con un alterco tra i consiglieri del Pd e quelli di Fratelli d’Italia e La Svolta. I primi premevano affinché la commissione avesse più tempo per valutare il da farsi, i secondi (spalleggiati dal Movimento 5 stelle) pretendevano invece di arrivare immediatamente al riconoscimento di interesse pubblico.

Eppure, durante il dibattito, sono emerse più volte le ragioni per cui il progetto è a dir poco controverso: appena 12 i posti di lavoro che assicurerebbe (più sei stagionali) a fronte di una concessione sulla parte più antica e pregiata dello scalo. E ancora, la completa oscurità sul futuro di quasi la metà dei posti barca riservati ai piccoli diportisti locali (il progetto, secondo quanto riportato durante il dibattito da alcuni consiglieri, assicura solo il ricollocamento al 58% di essi).

Ferma tuttavia la volontà del sindaco di riconoscere al più presto il sì del consiglio unanime. Di qui la proposta, accettata da tutti col voto di astensione dei soli consiglieri di Fdi-La Svolta-M5s, di programmare un seduta il 6 giugno, dopo un serrato confronto in commissione sviluppo portuale. Chiesto da più parti, tuttavia, che vi sia il coinvolgimento dei tecnici per appurare le tante domande rimaste inevase.

All’unanimità sono invece passate due mozioni, una su proposta del consigliere Vittorio Petrelli sugli usi civici e l’altra sul registro della bigenitorialità del consigliere Daniele Perello.