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Movimento 5 stelle, in città la polemica è Grande

A livello parlamentare la scissione ha fatto molto discutere, un po’ meno tra la gente, ma tantissimo all’interno delle fila di chi si mantiene all’interno del Movimento 5 stelle. E a Civitavecchia, come dimostra il comunicato firmato dagli “attivisti”, concorre a puntare un certo astio verso la parlamentare del territorio Marta Grande (finita, per la cronaca, tra le fila di Insieme per il Futuro, la nuova formazione politica guidata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio).

“Negli ultimi giorni il M5S è stato al centro del dibattito politico nazionale e come gruppo consiliare e attivisti di Civitavecchia vogliamo esprimere la nostra posizione. A livello locale non viviamo le reali dinamiche interne di livello nazionale del nostro movimento, ma le motivazioni espresse pubblicamente dal gruppo guidato da Luigi Di Maio ci sembrano a dir poco deboli per sembrare del tutto veritiere. In questo periodo di pandemia e di guerra il M5S si è dimostrato una forza politica di governo equilibrata e concreta, capace di dare risposte reali ai cittadini in difficoltà e di riattivare l’economia. Due esempi su tutti sono il reddito di cittadinanza e il bonus 110, osteggiati più o meno apertamente dai partiti che oggi sperano di raccogliere i voti del M5S”, si legge nella nota. 

“Non ci prende invece di sorpresa che nel gruppo dei fuoriusciti per coincidenza alla fine del secondo mandato ci sia Marta Grande, seduta in Parlamento dal 2013 grazie ai voti del M5S e della quale non sentiremo la mancanza, semplicemente perché a Civitavecchia in pochi sanno chi sia, figuriamoci se qualcuno si ricorderà di qualche sua azione in favore del territorio. Restiamo convinti dei valori del M5S e sosteniamo il nostro capo politico Giuseppe Conte. Come M5S Civitavecchia abbiamo ampiamente dimostrato che i valori del M5S si possono conciliare con il governo di una città, un impegno senza sosta e molto meno retribuito rispetto a quello di chi oggi dimostra di non avere alcuna intenzione di staccarsi dalle comode poltrone del Parlamento”, concludono gli Attivisti del M5s.