Novembre 27, 2022
“Megadigestore: la Regione esca allo scoperto”
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“Megadigestore: la Regione esca allo scoperto”

Il consigliere comunale Vittorio Petrelli è tornato alla carica nei confronti della Regione Lazio sul ventilato progetto del megadigestore di Monna Felicita, a Civitavecchia. L’impianto, studiato per i rifiuti romani, era stato al centro di contestazioni alla festa dell’Unità cittadina. In quell’occasione, ricorda il consigliere civico, anche il vicepresidente regionale Daniele Leodori “manifestò pubblicamente preoccupazioni per la taglia abnorme dell’impianto. La nota che ho inviato stamani a lui, all’assessore competente Valeriani ed all’assessore Lombardi ( transazione ecologica) li invita a far seguire dai fatti quelle “preoccupazioni” altrimenti a che serve la Politica ed i politici? Lo ha detto chiaramente anche il loro collega di partito, Pietro Tidei. Vedremo se seguiranno fatti”, conclude Petrelli.

Ma ecco di seguito, in maniera integrale, la sua lettera:

Gentile Vicepresidente, sperando di non abusare del suo tempo, vengo a chiederLe degli sviluppi del “Megabiodigestore”, l’impianto anaerobico per lo smaltimento della frazione umida e dei fanghi industriali per il quale la Regione ha espresso parere positivo alla sua realizzazione a Civitavecchia. Ricordo, a questo proposito, che nell’incontro pubblico, “la Regione incontra i cittadini”, nel corso della festa dell’Unità svoltasi a Civitavecchia, lo scorso luglio, rispondendo ad un gruppo di cittadini, proprio Lei esternò pubblicamente le preoccupazioni per la “taglia dell’impianto abnorme” e che tale era anche per altri amministratori regionali.

Quale azione amministrativa è stata messa in campo per ridurre le dimensioni di quell’impianto?

A oggi risultano più che fondate le preoccupazioni espresse dalla cittadinanza: l’impianto di Civitavecchia risulterà essere il biodigestore con la taglia più grande del Lazio, superando persino i due biodigestori (100.000 tonnellate cadauno) annunciati dal Sindaco di Roma, Gualtieri, da realizzare nella immediata periferia della Capitale: Cesano di Roma e Casal Selce.

A Civitavecchia, in modo irragionevole, il megaimpianto è previsto a stretto ridosso della popolosa frazione Aurelia, e a un tiro di schioppo dal cuore pulsante della città e dalle banchine del porto dove ormeggiano quotidianamente decine di navi e transitano milioni di croceristi.

Non risulta che siano stati presi in considerazione adeguatamente i miasmi emessi dal processo di trattamento eppure le cronache ci raccontano quotidianamente i problemi riscontrati in vari impianti del genere come, ad esempio, a Narni (TR) dove l’ARPA Umbria ha persino fermato l’impianto.

Eppure, Il Megabiodigestore da 120.000 ton/annue si costruirà nonostante nella conferenza dei servizi siano stati espressi pareri negativi opportunamente argomentati sia dalla ASL, dal Comune e dalla Sovraintendenza archeologica.

Non si tratta, come si potrebbe facilmente osservare, della sindrome di NIMBY, perché il Comune ha avviato la proposta di realizzazione di un impianto pilota finalizzato in prospettiva ad un impianto adeguato alle esigenze cittadine per il trattamento della frazione secca – indifferenziato e che avrebbe potuto trattare anche la frazione organica, chiudendo definitivamente il ciclo dei rifiuti. Tutto senza alcuna emissione inquinante e superando il ricorso alla discarica come previsto dalle ultime normative europee, e tutta questa programmazione coinvolgendo i cittadini nella scelta con una consultazione popolare.

Al contrario si sta consentendo lo sfruttamento del Territorio per puro profitto, consentendo di portare in città, in barba agli interessi dei cittadini, rifiuti organici 17 volte superiori a quelli che Civitavecchia produce, (grazie al 66% della raccolta differenziata), con tutti i problemi che un trasporto su gomma comporta dal punto di vista viario (saranno prevedibili circa un passaggio odierno di 20  bilici)  e di inquinamento atmosferico in barba alle precise norme sull’economia circolare perno di quella che avrebbe dovuto essere la transazione ecologica. Lasciando irrisolto la chiusura del ciclo dei rifiuti, rendendola più difficile e pregiudicando prospettive risolutive adesso che il ricorso alla discarica viene normato anche dalle direttive europee.

E questo sta avvenendo in un’area del distretto industriale di Civitavecchia che subisce pressioni antropiche significative in danno allo stato di salute della popolazione, tant’è che gli ultimi rapporti epidemiologici invitano alla prudenza ed all’attenzione.

Osservo inoltre che all’azienda proponente l’impianto in questione sta riuscendo quello che neppure è stato possibile alle aziende elettriche di peso operanti sul Territorio o alla stessa pescicoltura. Enel aveva infatti presentato una riconversione della centrale di TVN a gas ma alla fine delle tante resistenze ha desistito. La stessa Tirreno Power aveva presentato una riqualificazione del 4° gruppo, 320 MW, poi abbandonato per motivi analoghi.

Possibile che nonostante abbia collezionato numerosi e qualificati pareri contrari nella conferenza dei servizi (Asl, Comune, Sovrintendenza archeologica) Ambyenta Lazio sia riuscita ad ottenere esito positivo alla VIA e presto anche la formale autorizzazione alla costruzione?

Allora, in conclusione, le sue dichiarazioni alla Festa dell’Unità non sono in aperta contraddizione con quelle della sua stessa amministrazione regionale che parla di scelte meramente tecniche sulla quale la Politica non può far niente?

Voglio riportare, perché attinente al tema in questione, quello che sostenne il suo autorevole collega di partito, l’on. Pietro TIDEI, attualmente sindaco di S. Marinella, in un Consiglio comunale aperto e congiunto con tutti i comuni del comprensorio: “Ho fatto comizi in tutto il Lazio per ribadire il primato della Politica e non è che la Politica ci può far comodo qualche volta, poi qualche altra volta, quando siamo soccombenti diciamo che la colpa è del funzionario. Ricordo a Tolfa, quando venne l’assessore Valeriani, noi dicemmo chiaramente. Noi per gli impianti di trattamento siamo d’accordo. Noi indichiamo il terreno, lo facciamo a servizio del Territorio e Valeriani ha detto che ce lo finanziava. Non è pensabile che uno si scordi dopo due anni quello che ha detto in una sede pubblica. In questo territorio non se ne può più, devono fare una struttura dimensionata alle nostre esigenze, al nostro territorio non a quelle del Comune di Roma.”

Signor vicepresidente l’esito del voto nazionale dovrebbe portare ad una riflessione ed ad un cambio di marcia. Presto si effettuerà anche quello regionale…

Mi auguro di vederla candidato alla Presidenza della Regione per la Sua parte politica e vederla impegnato in comizi a Civitavecchia nella quale possa vantare di essere stato coerente: non si possono esternare preoccupazioni e non farle seguire da misure adeguate, non si può approvare e vantarsi di una legge che prevede di governare il ciclo dei rifiuti nel proprio ambito (EGATO) e poi non farlo valere per Civitavecchia per una questione di tempistica. Sarebbe una beffa ed un torto ai civitavecchiesi che non se lo meritano perché questo territorio ha dato e continua a dare e rimane propositivo ma per scelte fatte al servizio del proprio Territorio non per interessi di parte.